La convenzione

L’idea di creare un movimento internazionale per proteggere il patrimonio nasce nel secondo dopoguerra. Nella ConvenzioneDocumento in Adobe Reader relativa alla tutela del patrimonio culturale e naturale mondiale  del 1972, convergono due movimenti distinti: il primo incentrato sulla tutela dei siti culturali, l’altro sulla salvaguardia della natura.

La tutela del patrimonio culturale e naturale

Un avvenimento particolare suscitò la presa di coscienza della comunità internazionale: la decisione di costruire la diga di Aswan in Egitto con la conseguente inondazione della vallata nella quale sorgevano i templi di Abu Simbel, tesori dell’antica civiltà egizia. Nel 1959, dopo un appello del governo egiziano e di quello sudanese, l’UNESCO impostò un programma internazionale di tutela. Vennero accelerate le ricerche archeologiche nelle aree che sarebbero state inondate ma, soprattutto, i templi di Abu Simbel e di Philae furono smontati, trasportati su terreno asciutto e rimontati. La campagna costò circa 80 milioni di $USA; la metà della somma fu donata da una cinquantina di paesi attuando un’importante azione di solidarietà e di responsabilità condivisa per la tutela di beni culturali eccezionali. Questo successo aprì la strada ad altre campagne di tutela, quali quella per salvare Venezia (Italia) Moenjodaro (Pakistan) e restaurare Borobodur (Indonesia).  La Convenzione relativa alla tutela del patrimonio culturale e naturale mondiale venne approvata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 16 novembre 1972. La Convenzione  prende in considerazione gli aspetti sia culturali sia naturali del patrimonio e sottolinea così le interazioni tra gli esseri umani e la natura e la fondamentale importanza di mantenere un equilibrio tra i due.

I vantaggi

Il vantaggio principale connesso alla ratifica della Convenzione per il patrimonio mondiale  è dato dall’appartenenza a una comunità internazionale che apprezza e tutela i beni di importanza universale, eccezionali e rappresentativi delle diversità culturali e delle ricchezze naturali. Gli Stati membri della Convenzione uniscono gli sforzi per tutelare il patrimonio culturale e naturale mondiale ed esprimono così l’impegno comune di salvaguardare la nostra eredità per le generazioni future. Il prestigio dato dall’essere Stato membro della Convenzione ed avere siti iscritti nella  Lista del Patrimonio Mondiale è spesso catalizzante e accresce la sensibilizzazione nei confronti della tutela del patrimonio. In particolare per i paesi in via di sviluppo, tra i principali vantaggi legati alla ratifica è l’accesso al Fondo per il patrimonio mondiale. Possono anche essere concessi aiuti di emergenza nell’eventualità di azioni urgenti necessarie per fronteggiare danni causati da disastri naturali o dovuti all’azione dell’uomo.  Oggi, il concetto di Patrimonio mondiale è  ben compreso, tanto che i siti iscritti nella Lista attirano la cooperazione internazionale e i progetti di tutela del patrimonio possono ricevere aiuti finanziari da numerose fonti diverse. Inoltre, i piani di gestione, richiesti all’atto dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale, rappresentano uno strumento utile per la definizione di misure adeguate per la conservazione del sito, per ottimizzare l’impiego delle risorse umane e finanziarie disponibili e per le procedure di monitoraggio. Infine, l’iscrizione di un sito nella Lista del Patrimonio Mondiale comporta una maggiore sensibilizzazione del pubblico nei confronti del sito e dei suoi valori eccezionali, rafforzando anche le attività turistiche sul sito. Quando queste ultime sono adeguatamente pianificate e organizzate nel rispetto dei principi del turismo sostenibile, possono costituire una risorsa non indifferente per il sito e per l’economia locale.